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Il caso speciale : l'Uomo in Nero
Padre Pio lo chiama lui stesso  « l’Uomo in Nero ».  Lo designa come colui che gli porta la « transverberazione ».
Si sa che tutta la vita di Padre Pio fosse costellata, fin dalla sua giovane età, di « incontri » sia « improbabili »(nel senso classico del termine) che dolorosi. Poco, furono orribili personaggi neri che venivano a colpirlo. Il diavolo verrà spesso a tentare il monaco ( sotto le sembianze di un parrocchiano, o della Vergine Maria (verso la quale Pio aveva una venerazione molto filiale), o ancora del Padre Provinciale del convento. Diceva che ,a volte, delle donne nude venivano anche a danzare davanti a lui. Il Cristo stesso fu sempre quello che credeva? 

In mancanza di verità, mi è venuto in mente che quest’ « Uomo in Nero» avrebbe potuto essere un punto essenziale, persino centrale, della vita di Padre Pio.


  
Nell’opera, diventa dunque il fulcro della storia . Ma chi è ? Padre Pio resta un uomo (anche eccezionale). « L’Uomo in Nero » sarebbe una proiezione mentale, la faccia nascosta, respinta con violenza dallo stesso Padre Pio ? oppure soltanto, come dice il monaco,  « un personaggio celeste » ? 

Nell’opera, evidentemente non ho preso una decisione . E’ dapprima colui che rappresenta tutto ciò a cui l’essere umano può aspirare, ma anche tutto ciò che può temere, tutto ciò che gli fa paura. Una doppia immagine impercettibile, in qualche modo un archetipo. Compare anche per rispondere ad un richiamo incosciente, e favorirà i propositi di colui che arriva così a farlo “nascere”. Agisce innanzitutto a favore di Padre Pio.

« L’Uomo in Nero » sarà l’uomo del primo incontro ; poi sarà il  « Cristo » che porterà le «stimmate »,  prima di ritornare con le sembianze  del « Padre Provinciale » che si sforzerà di persuadere il monaco a rinunciare alla sua missione sacerdotale. In questo caso sarà anche personaggio “esterno”, talora benefico, talora malefico.

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Angelo, demone, i due, o projezione mentale ?